Oggi mi sono fatto una violenza. Ho riguardato nuovamente il video dell’omicidio di George Floyd. Un uomo strangolato a morte da un poliziotto americano con un ginocchio. Avevo ancora bisogno di capire. Di essere schiaffeggiato dalla realtà in tutto il suo orrore. Avevo bisogno di domandarmi ancora perchè.

La prima volta che lo vidi, stavo facendo colazione nel bar sotto casa, due giorni fa. Come d’abitudine, tra cappuccino e cornetto, scorrevo le notizie sullo smartphone sui giornali online a cui sono abbonato. Solitamente indugio una decina di minuti dopo aver finito di mangiare, e solo quando reputo di avere una panoramica sufficientemente accettabile di quanto sta accadendo, mi avvio a risalire a casa per iniziare la giornata di studio. Ebbene l’altro ieri, il 27 maggio 2020, mi ero appena seduto al tavolino esterno del bar di fiducia, armato di un ottimo cappuccino (che avevo sognato per i quasi tre mesi di lockdown) e cornetto di accompagnamento, quando mi passò la fame. La prima notizia che era comparsa era la seguente.

Minnesota, Stati Uniti d’America, città di Minneapolis, la sera del 25 maggio 2020, muore George Floyd, cittadino americano di colore, durante un arresto. Il portavoce della polizia parla di “incidente medico“. Il video che alleghiamo però racconta una storia diversa da un “incidente medico”. https://www.youtube.com/watchv=3WDw5BkP02M&has_verified=1&bpctr=1590757478 Sembra piuttosto un “incidente di civiltà“. Per quanto il video sia forte e disturbante vi chiedo di compiere questo sacrificio. In nome della conoscenza, guardatelo, resistete, e affrontatelo fino alla fine. Questo gesto non salverà la vita a George Floyd, ma ci renderà più consapevoli e più preparati ad affrontare la realtà.

Floyd era stato fermato mentre sedeva nella sua macchina da due agenti di polizia, convocati su segnalazione, perchè il signor Floyd dava segni di essere sotto l’influsso di alcol e/o droga. L’uomo, disarmato, ha evidentemente opposto una resistenza all’arresto e la polizia ha reagito con forza e violenza, sbattendolo a terra con un ginocchio sul collo, le mani ammanettate dietro la schiena. Floyd grida, chiama aiuto, invoca persino la madre in momenti disperazione, sussurra più volte “non riesco a respirare“. Il Policeman è fermo nella sua posa, come un vincente eroe omerico. Mani sui fianchi, uniforme ordinata, pistola al fianco, semi inginocchiato con un ginocchio ben premuto contro la gola del signor Floyd. Passano secondi, minuti, e la posa non cambia. Dopo terrificanti minuti di straziante agonia (quasi dieci) l’uomo ha smesso di muoversi. Era morto. Usa, maggio 2020.

La prima immagine che mi è venuta alla mente è stata la flagellazione di Cristo, nel film di Mel Gibson, The Passion. In tale lungometraggio, che è estremamente forte e storicamente accurato, le scene di sangue e violenza non mancano. Ma la più disturbante di tutte è fuori d’ogni dubbio la flagellazione. La scena dura ben 15 minuti, e ci permettiamo di consigliarvela al seguente link, se non l’avete mai vista. Soffermarcisi sopra merita, alla luce di quanto stiamo per dire. https://www.youtube.com/watch?v=3EKUnLydBqs&has_verified=1 . Ciò che più colpisce lo spettatore in questa celebre scena è la sua lunghezza. La reiterazione della tortura. Il suo essere apparentemente interminabile. E personalmente ciò che mi turba di più non sono gli sghignazzi dei torturatori, li ho sempre interpretati come un loro modo (discutibile) di reagire all’orrore che commettevano. Orrore che in alcuni rari e sfuggenti momenti di lucidità loro stessi accusano e riconoscono come tale. Ciò che mi ha sempre ferocemente disturbato è l’indifferenza dell’ufficiale romano che presiede la tortura. Lui non si diverte. Non sghignazza. Non è nemmeno serio o irato. E’ annoiato. Fa il suo dovere con inumana perizia, con assoluta mancanza di sensibilità. Quando vede che la vittima resiste dignitosamente al dolore ordina di cambiare flagello. Quando vede che la schiena è totalmente scarnificata ordina di girare il “paziente” di pancia, che è ancora illesa. E così via. Il volto è indifferente….. La stessa indifferenza che ho notato nel Policeman americano. Annoiato, tecnico, esegue la pratica dell’arresto come va fatta, insensibile. Mette il giniocchio lì dove va posizionato in quei casi, lo preme quanto basta, non si intrattiene con l’arrestato. Il collega, osserva la scena e tiene a bada i passanti. Provavo a scorgere almeno negli occhi del collega un briciolo di umanità, di comprensione circa quanto accadeva. Nulla. Anche lì fredda indifferenza. Efficienza. L’efficienza del boia che costruisce pazientemente il capestro, insapona la corda con esperienza, e fa il nodo scorsoio con maestria.

Alcune macchine passano davanti alla scena, rallentano, gli occupanti sbirciano dai finestrini e vanno per la loro strada. Molti passanti sentono le grida, ma vedono i Policemen e si rassicurano. “La situazione è nelle loro mani, io non servo”, avranno pensato. In realtà la situazione era sotto il loro ginocchio.

Non posso non chiedermi “che cosa averei fatto io se fossi passato di lì nel Minnesota, una bella sera di maggio? Magari avrei dato una veloce occhiata e poi mi sarei rimesso le cuffie nelle orecchie e avrei alzato il volume di rebel rebel? O forse avrei avuto la forza di avvicinarmi, di urlare, di gridare, di poter dire basta, di farmi arrestare se necessario, pur di non far scorrere impotente quell’omicidio dinanzi a me?” Mi piacerebbe che fosse così, ma chi può dirlo? Chi può sapere come si comporterà innanzi all’orrore? Davanti all’ingiustizia e davanti alla violenza?

Nessuno di noi ha le risposte, ma abbiamo un dovere. Un dovere solenne. Guardare questo video, fino in fondo e poi porci la domanda “Noi cosa avremmo fatto se fossimo stati lì in quel momento?” Domandiamocelo.

Chiudo con una citazione di Robert Francis Kennedy “Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia. Ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia della nostra generazione

Antonio Albergo

ripropongo ulteriormente i link dei due video consigliati: https://www.youtube.com/watchv=3WDw5BkP02M&has_verified=1&bpctr=1590757478 https://www.youtube.com/watch?v=3EKUnLydBqs&has_verified=1 .

Comments to: L’indifferenza uccide

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attach images - Only PNG, JPG, JPEG and GIF are supported.

Login

Welcome to Typer

Brief and amiable onboarding is the first thing a new user sees in the theme.
Join Typer
Registration is closed.